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80 milioni di Euro in fumo: la Regione fa male i conti per il censimento.

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Riuscire a recuperare 80 milioni di euro dalle casse disastrate del nostro bilancio regionale è incredibilmente arduo ma, purtroppo, è spaventosamente facile spenderli.Ed è ancora più facile spenderli male.

Indovinare stavolta quale è stato l’investimento a vuoto dei nostri Assessorati Regionali è una lotteria: potrebbe trattarsi di un’opera di ristrutturazione incompiuta, di un’intervento sull’illuminazione pubblica, sui servizi alla viabilità, sullo stato delle discariche o sulla riqualificazione di un’area cittadina.
Tutte questioni in secondo piano. Gli 80 milioni di Euro che l’Assessorato Regionale al Bilancio ha registrato nel capitolo di spesa sono stati utilizzati per il censimento del patrimonio immobiliare della Regione. 80 milioni di euro che tra il 2006 e il 2009 hanno abbandonato le casse regionali per essere versati sui conti della società torinese PSP s.c.r.l., la società capogruppo della cordata che all’inizio del 2006 vinse  la gara per la “valorizzazione del patrimonio immobiliare e non della Regione”.
A fronte del contratto stipulato tra la Regione Sicilia e la suddetta società e le fatture emesse in favore di quest’ultima, le analisi realizzate in questi giorni dalla Commissione Bilancio dell’ARS e dalla Corte dei Conti fanno emergere cifre sconvolgenti: per la sola “attività di censimento”, sono state firmate fatture per 20,9 milioni di euro nel 2006, per 19,9 milioni nel 2007, per 18,7 milioni nel 2008 e per 20 milioni nel 2009. Si arriva così alla cifra di 80.141.656,63 euro.

Ma c’è di più. La cifra pagata per il censimento non è nemmeno definitiva: perché scorrendo i rendiconti dei bilanci della Regione tra il 2007 e il 2009, nei capitoli di spesa che riguardano “valorizzazione del patrimonio immobiliare”, i numeri sono più elevati. Questa grande operazione, comunque, era finalizzata alla cessione a fondi d’investimento di gran parte del patrimonio, e doveva fruttare oltre un miliardo di euro. In realtà,ad oggi, dalla cessione degli immobili sono stati ricavati soltanto 100 milioni di Euro.
Ciò significa che, conti alla mano, più dell’80% di queste entrate sono state sperperate in un’impresa fallimentare.

 

Gabriella Rosato