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Palermo: strade pericolose ed opere incompiute

Palermo si aggiudica la maglia nera per la sicurezza pedonale nelle principali arterie della viabilità cittadina. Ancora una volta, si conferma il viale Regione Siciliana la strada più pericolosa della città, in particolare all’altezza dell’incrocio con via Perpignano. Già dall’inizio di quest’anno si contano sei morti: l’ultima vittima il 25 Febbraio scorso, la giovane Ambra Crucillà di appena 16 anni.

Prima, il 18 Febbraio, un pensionato di 84 anni perde la vita investito da un tir. Nello stesso incrocio, altri due pedoni hanno perso la vita a distanza di 48 ore l’uno dall’altro. Un bilancio negativo,insomma, aggravato dall’istallazione di paletti divisori tra le carreggiate che consentono esclusivamente l’attraversamento pedonale e non più l’inversione di marcia dei veicoli. Inoltre, non bisogna dimenticare la presenza della succursale del Liceo Umberto I sul versante della carreggiata Nord-Ovest che rende il passaggio pedonale notevolmente più trafficato, in particolare tra le 7.30 e le 8.00 del mattino e all’orario di uscita degli studenti, cioè tra le 13.00 e le 14.00. Questo notevole afflusso di pedoni potrebbe ulteriormente aumentare il rischio di incidenti.

In totale, si discute di 417 incidenti, 246 con feriti, di cui 15 con feriti gravi. L’unico provvedimento preso dal Sindaco, a fronte di questa carneficina pedonale, riguarda il controllo degli attraversamenti da parte della polizia municipale che non sempre, però, risulta presente sul posto.

Ma la nostra città non è soltanto pericolosa, è anche incompleta. Ulteriore esempio di lentezza e abbandono delle opere pubbliche riguarda l’arresto dei lavori nel sottopassaggio di via Perpignano e nel raddoppio del Ponte Corleone. In entrambi i casi, la ditta appaltatrice è stata diffidata dal Comune e per questo è stato necessario rivedere i progetti e affidare i lavori ad una nuova ditta, dietro bando di evidenza pubblica; il Comune, infatti, ha chiesto aiuto al Ministero delle Infrastrutture.

Fermo è anche il progetto per i Ponti di Perrault, progettati dal celebre architetto francese Dominique Perrault. I due passaggi pedonali sopraelevati dovevano creare un collegamento tra il parcheggio di piazza John Lennon e la zona di Fondo Uditore in modo da mettere in comunicazione le due zone cittadine da quattro punti diversi, sempre per evitare il problema dell’attraversamento di viale Regione Siciliana. Il progetto al momento sembra essere stato inserito nelle azioni a valere sui fondi FAS (Fondo Aree Sottoutilizzate). Fondi che, ad oggi, non sono mai arrivati e che forse non arriveranno mai poichè dirottati dagli abili consiglieri comunali milanesi a beneficio delle opere dell’EXPO 2015.
I milanesi più furbi di noi? No, soltanto più innovativi.

Gabriella Rosato