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Buon non 8 Marzo!

Festa della donna
Questa mattina, sfogliando i quotidiani, saltano all’occhio, ahimè dolorosamente, i numerosi articoli sulle svariate tematiche femminili, sulle ultime vicende del “Bunga-Bunga“, sui continui maltrattamenti e violenze sulle donne, sui tentativi del nostro Parlamento di approvare una legge per l’aumento delle quote rosa nelle imprese…
e mentre scrivo, arriva anche un messaggino di auguri sul mio cellulare, da un’amica, come a voler ricordare che anche noi oggi esistiamo e guadagniamo campo sulle pagine dei giornali e nella memoria della gente.

Come se oggi, 8 Marzo 2011, tutta l’attenzione fosse focalizzata sulle donne, come se oggi tutto ciò che riguarda noi, gli argomenti positivi e quelli negativi, siano di pubblico dominio. Oggi l’Italia si è svegliata e ha concesso alle sue donne un giorno di attenzione. Mi pervade un senso di dispiacere nel notare tutta questa attenzione concentrata in un unico giorno, come se oggi fossimo donne, e per questo meritevoli di essere festeggiate con un intero giorno dedicato a noi, e il prima e il dopo della nostra vita quotidiana passasse inosservato.

E domani? Si parlerà ancora delle donne soldato violentate nelle caserme? Forse no. Si parlerà e si scriverà delle Olgettina Girls e degli scandali sessuali? Sicuramente si. E allora, a cosa serve dedicare editoriali, rubriche, inchieste, servizi e titoli a tutta pagina al ruolo della donna se gli unici argomenti per le quali si presta attenzione all’universo femminile riguardano la prostituzione e lo sfruttamento dell’immagine della donna? E soprattutto, perchè proprio oggi, l’8 Marzo si insiste, quasi come se fosse un dovere, a mettere in mostra le donne in tutte le loro sfaccettature e a scandagliare il senso del loro ruolo? Perchè non vengono menzionati i successi delle donne nel campo della ricerca, della politica, dell’economia e della vita sociale 365 giorni all’anno? L’unica risposta che mi viene in mente è che nel nostro Paese, a differenza degli altri, è concesso parlare delle donne, o ricordarsi che esistano, solo per l’8 Marzo… e che forse suscita più interesse la storia di una seducente e giovane ragazza straniera che riesce a farsi strada nel mondo dello spettacolo per prestazioni di natura sessuale piuttosto che le vicende delle ricercatrici italiane.

Ma noi donne italiane non esistiamo solo oggi. Noi ci saremo anche domani e c’eravamo anche ieri, nella nostra vita quotidiana, sicure del nostro ruolo e della nostra posizione conquistata con fatica e sacrifici, grazie solo a noi stesse e a chi è venuta prima di noi. Perciò a tutte le lettrici, e anche ai lettori, a tutte le amiche, le sorelle, le mamme, le zie, le nonne, a tutte le bambine…insomma a tutte le donne, auguro orgogliosamente un “Buon non 8 Marzo” ma altri 364 giorni di fierezza femminile.

Gabriella Rosato

  • Nicola Vittorioso

    auguri a tutte le donne!