2

Ente Fiera – Disastro annunciato!

L’Ente Fiera del Mediterraneo, nato nel lontano 1946, ha sempre avuto un ruolo determinante per lo sviluppo economico della Sicilia, rappresentando sin dall’inizio il più importante polo espositivo della Sicilia ottenendo anche il titolo di internazionalità, e fino agli anni 90 ha sempre avuto bilanci in attivo, investendo addirittura le risorse finanziarie in titoli.

Dopo l’ultimo consiglio di amministrazione dell’Ente Fiera, che si è svolto nel ’99, l’Ente è sempre stato commissariato, ed ogni Commissario, nominato per competenza dall’Assessorato Regionale alla Cooperazione n. q. di Organo Tutorio, è diventato a tutti gli effetti un Ente strumentale della Regione Siciliana.

Da quel momento, la Fiera, lungi dall’essere utilizzata come vero proprio strumento a beneficio delle categorie produttive, è stato considerato come classico posto di sottogoverno in cui gestire clientele di vario genere nella tipica logica ispirata dalle competizioni elettorali, che da sempre hanno scandito l’attività dell’Ente, e da allora è iniziato un percorso che ha portato al declino dell’Ente.

Infatti, il principale obiettivo dei Commissari Straordinari succedutisi alla guida dell’Ente non è stato quello di creare sviluppo e opportunità di lavoro bensì quello di considerare la Fiera come strumento di elargizione di favori elettorali quali nomine di consulenti, assunzioni, e conferimenti di incarichi ad aziende vicine alle aree politiche di riferimento del momento. Il tutto, ovviamente, in dispregio delle più elementari regole che disciplinerebbero – altrimenti – questo genere di cose.

Va anche detto, in nome della verità, che nessuno dei personaggi che si sono succeduti, e tutti profumatamente pagati, abbia mai avuto la benché minima conoscenza del sistema fieristico e di quanto realmente necessario per competere nel mercato.

La costituzione e partecipazioni in società, per altro vietate dallo statuto dell’Ente, sono state ampiamente sanzionate dall’Assessorato Cooperazione che, di conseguenza, non ha provveduto alla approvazione dei bilanci dal 1998 ad oggi, non è mistero che uno dei commissari abbia operato una serie di risparmi forzosi, per così dire, omettendo di versare i contributi e per questo è stato condannato dalla Corte dei Conti al pagamento di € 300.000,00 (denaro che non verrà mai pagato …)  e per premiarlo fino a poco tempo fa sedeva al Consiglio di amministrazione delle Montepaschi Serit.

Il successivo Commissario sempre nominato dall’Assessorato Regionale alla Cooperazione,  dismette il vivaio e “svende le piante”, continua lo sperpero di denaro e raggiunge l’apice per la più cospicua perdita di bilancio che ammonta ad oltre QUATTRO MILIONI DI EURO.

Da quel momento e con il personaggio successivo, diminuisce l’attività dell’Ente, appaiono progetti privi di fondamento, vengono soppressi uffici ed esternalizzati i servizi lasciando il personale inoperoso e senza stipendio ma liquidandosi regolarmente il suo compenso.

Senza considerare la pletora di consulenti che ciascun Commissario si portava dietro con la scusa che all’interno dell’Ente non vi fossero professionalità, mentre ciascun consulente non era altro che un clone di dipendenti e dirigenti esistenti all’interno dell’Ente.

In tutti questi anni tutto il personale non ha fatto altro che ottemperare diligentemente, come è dovere di tutti i lavoratori, a tutte le strategie e le scelte  commerciali – anche le più scellerate – indicate dai Commissari e ad oggi il Governo Regionale, unico responsabile di questo disastro non fa ancora niente per ricollocare il personale e decidere sul futuro dell’Ente.

Si evidenzia che ciascuno dei Commissari è stato nominato dall’Assessorato Regionale alla Cooperazione con il preciso compito di risanare e rilanciare l’Ente, mentre ciascuno di loro, tranne gli ultimi tre, ha nominato i propri consulenti, prelevato il compenso dalle misere entrate dell’Ente (che fino al 2005 si è completamente autofinanziato) e fatto il bello e cattivo tempo in spregio di qualsiasi norma e qualsiasi rilievo anche dell’Organo di controllo contabile.

Continua così il declino dell’Ente, una macchina che ormai produce solo debiti e allo stato attuale l’Ente Fiera non può più svolgere la propria attività economica perché la grave situazione debitoria ha portato i creditori ad effettuare azioni di pignoramenti mobiliari e finanziari presso banche e terzi, bloccando in tal modo qualsivoglia possibilità di sostentamento dell’Ente stesso anche solo per il pagamento degli stipendi al personale e delle utenze.

Nonostante da circa tre anni, con vari contributi straordinari, la Regione Siciliana garantisce lo stipendio al personale dell’Ente Fiera, in realtà ad oggi non ha ancora dato risposte certe – come per altro dichiarato anche alla stampa –  sulla salvaguardia e ricollocazione del personale, che vive una situazione paradossale se si pensa che da giugno 2008 (data della ultima Campionaria) non si svolge più attività lavorativa e rimane inoperoso nel quartiere fieristico privo di qualunque tipo di assicurazioni e sicurezza, dove mancano luce, telefono, e si sente ostaggio di una politica che ad oggi non ha ancora deciso cosa fare del quartiere fieristico, proprietà del Comune di Palermo, che di certo fa gola a tanti.

Adesso, dopo la decisione di “porre in liquidazione l’Ente Fiera del Mediterraneo e trasferire il personale nel ruolo speciale ad esaurimento previsto da alcune leggi della Regione Siciliana,arriva l’ipotesi dei privati di avviare un percorso di rilancio del sistema fieristico attraverso un bando internazionale per l’affidamento delle attività ai privati, ed a garanzia da parte della Regione che sostenga questo percorso.

Certo, la “chiusura della Fiera del Mediterraneo” rimarrebbe nella storia come simbolo del fallimento della Giunta Cammarata, visto che il quartiere è di proprietà del Comune, ma un progetto serio senza l’investimento di fondi economici sarà mai possibile?

Il Comune ha veramente intenzione di affidare il quartiere fieristico a dei privati?

L’unica cosa certa, a mio modesto avviso, è che una ripresa delle attività fieristiche e congressuali non può passare attraverso il rilancio di un ente oramai al collasso e sommerso dai debiti che impediscono qualunque tipo di attività ordinaria.

Mirella

  • Emanuele

    “L’Ente Fiera del Mediterraneo, nato nel lontano 1946, ha sempre avuto un ruolo determinante per lo sviluppo economico della Sicilia”

    Veramente? Ci sono dati a supporto? Ecco, faccio fatica a crederci.

    Tornando in tema, credo fermamente che se la tua casa è gravemente danneggiata, allora faresti meglio a raderla al suolo e rifarla da zero. Ovviamente, le maestranze responsabili non ci dovranno mettere più piede.

  • giovanni

    il paradigma di distruzione di un ente pubblico economico ha purtroppo emuli anche in altre aziende importanti e martoriate: autostrade siciliane.