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Ripensare al nucleare in Sicilia

Alla luce della recente catastrofe naturale che si è abbattuta pochi giorni fa sul Giappone, sorge naturale interrogarsi sulle future sorti climatiche, ambientali ed energetiche e, non di meno, sulla prudenza negli investimenti sostenibili. In particolare, ciò che più dovrebbe preoccupare l’opinione pubblica mondiale è il ritorno di una micidiale minaccia atomica.

Soltanto 20 fa l’Europa ha pagato le conseguenze dell’esplosione del reattore nella centrale nucleare di Chernobyl, di cui, purtroppo, ancora oggi si curano i casi di malformazioni e tumori provocati dall’esposizione alle radiazioni. E ad oggi, la recente tragedia del Giappone, al quale, seppur piccolo, va tutto il nostro sostegno ed appoggio , conferma l’elevato rischio di installare centrali di energia nucleare.

Il recente ritorno al dibattito sul nucleare, che propone l’energia nucleare come una fonte di energia alternativa sicura e produttiva, dovrebbe trovare una profonda smentita da questo evento e tutti i sostenitori di questa tesi dovrebbero fare un passo indietro e rivedere le questioni sulla sicurezza degli stabilimenti. E le previsioni ottimistiche degli esperti italiani sull’utilità delle centrali atomiche dovrebbero essere ulteriormente falsificate. E se, oltre a questo, si somma il fatto che di recente il Governo Nazionale sta disincentivando l’istallazione del minieolico e del fotovoltaico in Sicilia per puntare sul nucleare, e che la Sicilia, si trova sullo stesso parallelo del Giappone, il 39°, dal quale si dipanano i movimenti sismici dello scontro tra le zolle dell’Oceano Pacifico, otterrete il risultato di una previsione catastrofica.

Incentivare il nucleare in un territorio ad elevato rischio sismico quale la Sicilia evidenzia un alto grado di sconsideratezza: il risultato è davanti ai nostri occhi. Ieri Chernobyl, oggi il Giappone, domani la Sicilia? La questione del nucleare ci riguarda da vicino e non si può escludere l’impegno di tutti i cittadini Siciliani nel preservare il territorio da investimenti omicidi.
Raffaele Lombardo, Presidente della Regione Sicilia, scrive: “Il Governo Nazionale smetta di incentivare il nucleare nell’Isola. Il Governo Nazionale eviti di farci fare manifestazioni per impedirgli di fare sbarcare il nucleare in Sicilia. Non ero pregiudizialmente contrario al nucleare ma, dopo gli eventi in Giappone, in una terra a rischio sismico come la Sicilia, non esiste parlare di nucleare.”

Ci felicitiamo con il Presidente per la sua brillante intuizione, ma ci chiediamo se era necessario assistere ad una ulteriore catastrofe per comprendere la pericolosità degli impianti di energia nucleare.
Come disse l’architetto Renzo Piano ” L’italia ha tanto sole e tanto vento”, e, aggiungerei io, la Sicilia più del resto dell’Italia. Non sprechiamo le nostre vere energie rinnovabili e impediamo al nucleare di aggredire il nostro territorio.

Gabriella Rosato